Musica in sala operatoria: è veramente efficace?

Non molto tempo fa, a Detroit, il noto chirurgo plastico Anthony Youn ha confessato alla CNN che durante gli interventi in sala operatoria è solito ascoltare la musica di Lady Gaga.

L’eccentricità apparente del medico non sarebbe affatto insensata: in un recente studio pubblicato su “Surgical Endoscopy”, infatti,, si è constatato che ascoltare la musica classica aiuterebbe i chirurghi i a svolgere il loro lavoro più positivamente rispetto all’hard rock o all’heavy metal.

Un altro studio ha invece messo in evidenza il beneficio di canzoni quali l’hip-hop e il reggae per quanto riguarda le prestazioni dei chirurghi.

Non solo: se quanto sopra non fosse sufficiente, dallo studio è altresì emerso che i chirurghi plastici posseggono un background musicale sul loro iPod che dispone di una varietà di brani ordinati per artista, genere, anno, e per la specifica procedura di chirurgia plastica.

Per quanto concerne ad esempio le melodie più “morbide”, pare sia dimostrato il loro uso migliore con procedure destinate al viso, come la blefaroplastica.

La liposuzione è invece supportabile con la musica dance e house, ma anche brani di Hendrix o di Sinatra, degli Scorpions o degli Sugarland. D’altra parte, l’aumento del seno è accoppiato con la musica Hip Hop.

E mentre sembra che l’ascolto della musica durante l’intervento chirurgico sia una pratica comune, non è sempre apprezzata dai chirurghi vicini o dal personale ospedaliero.

Comunque sia, dal classico all’hip hop, sembra che ogni chirurgo abbia il suo gusto personale di musica che si unisce a colui o colei che giace in sala operatoria.

E che si tratti di contribuire a migliorare la loro attenzione, o semplicemente di rendere l’ambiente di lavoro migliore, è chiaro che si tratta di una parte significativa del processo di valorizzazione estetica.